
La parola che mi si era fermata in gola è "fiducia".
Quella fiducia costruita, voluta, ma anche spesso temuta, rifiutata, scacciata nel buio e nel silenzio di giorni senza sentirci. Ma a pensarci.
E che improvvisa - come sempre con te - ho sentito presente e solida.
Prima che me ne accorgessi, prima che realizzassi, era lì.
Ad aspettarmi, ad accompagnarmi come si fa con un cieco, la tua mano, la tua voce, la tua risata scazzatina, che scazzatina non è.
Cieco, vorrei essere. Per scoprire con te il mondo. Lasciandomi solo guidare dalla voce, dalla mano e da un vecchio bastone bianco.
E come la vista che al cieco manca, così le parole che spesso non ho detto e non ho voluto sentire e che ora riprendono a scorrere e a guarire.
Sono stati giorni che sembravano mesi tanto erano gonfi di desiderio e di significato.
Grazie
